gestire la rete di imprese

Gestire la rete di imprese: strumenti e metodi a disposizione delle aziende in rete

Gestire la rete di imprese richiede grande determinazione e chiarezza dello scopo comune

Si pensi ad una rete di imprese, aziende che si trovano, si “piacciono”, decidono di partecipare insieme ad una rete di imprese e fanno tutti i passi necessari. Arriva il giorno della firma del contratto e si cade sulla domanda “Come verranno prese le decisioni?”. Eh già, perché questa è una domanda “obbligata” posta direttamente dal legislatore e che deve trovare risposta direttamente nel testo del contratto. Su domande di questo tipo ogni progetto imprenditoriale rischia di vedere il blocco, per quanto buono.

Chi decide all’interno della rete?

La rete nasce con un proprio scopo, che deve essere condiviso. Le vie per perseguire il risultato possono però essere diverse, e possiamo stare quasi certi che in una rete di  aziende ci saranno almeno visioni diverse per giungere ad un risultato, alcune simili ed altre completamente diverse. Quindi come si decide quale strada perseguire? La gestione della rete di imprese, anche se sembra una cosa scontata, passa attraverso delle regole accettate da tutti tramite il contratto.

Due strade diverse

Possibilità n° 1: gestire la rete di imprese definendo una maggioranza qualificata che decida

É il metodo classico e più semplice. Può essere il 50%+1 dei partecipanti, come invece il 70, l’80, 100%. Mano a mano che si alza la percentuale però sarà sempre più difficile giungere ad una decisione, arrivando persino a minacciare la capacità della rete di adempiere al proprio scopo. É evidente che sia necessaria la maggioranza dei partecipanti, ma più è sostenibile più è raggiungibile, e consente alla rete di muoversi con maggiore agilità tra le decisioni da prendere.

Possibilità n° 2: gestire la rete di imprese prevedendo l’istituzione dell’organo comune

L’organo comune è lo strumento che può decidere per la rete, e riceve il mandato dalle imprese partecipanti per la direzione e conduzione delle attività previste nel contratto di rete. In buona sostanza ad esso viene assegnato l’incarico di “pizzicare” le aziende retiste in modo da spingerle nella direzione dello scopo del contratto di rete. Nel caso in cui si decida di impiegalo, la legge prevede che venga identificato “il nome, la ditta, la ragione o la denominazione sociale del soggetto prescelto per svolgere l’ufficio di organo comune per l’esecuzione del contratto o di una o più parti o fasi di esso, i poteri di gestione e di rappresentanza conferiti a tale soggetto, nonché le regole relative alla sua eventuale sostituzione durante la vigenza del contratto”.

Alcuni aspetti da tenere in considerazione:

  • L’organo comune può essere istituito per l’esecuzione delle attività per tutto o una parte del contratto;
  • Tramite il contratto si va a determinare i poteri di rappresentanza dell’organo comune;
  • L’organo comune ha una durata temporale e di operatività.

Il potere dell’organo comune

L’istituzione dell’organo di rete può essere deliberata in un momento successivo da quello del contratto di rete, ovvero la decisione della maggioranza qualificata determina la nascita di uno strumento decisiorio che avrà diritto di azione all’interno della rete. Qualora la maggioranza qualificata non corrisponda all’unanimità, il retista deve essere consapevole che le decisioni poste in essere dall’organo comune avranno potere anche nei confronti dei retisti che risultavano sfavorevoli o che semplicemente non hanno esercitato il proprio potere di voto nel momento in cui si decideva in merito a questo tema. Il motivo è chiaro: gestire la rete di imprese è un compito in capo ad un organo, che ha motivo di esistere solo nell’esecuzione di questo ruolo con l’obiettivo di raggiungere lo scopo comune.

 Il potere di rappresentanza

Salvo il caso in cui venga disposto diversamente nel contratto, l’organo comune RAPPRESENTA i retisti, il che significa che può agire in rappresentanza degli imprenditori membri della rete. Questo funziona particolarmente bene nelle procedure in cui sia richiesta un’azione univoca a favore della rete (es. partecipazione ad un appalto, ad un bando per l’internazionalizzazione, alla promozione dei prodotti e servizi della rete). Gestire la rete di imprese, in questo caso, coincide con il rappresentare gli imprenditori che hanno nominato l’organo comune.

 

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