Inquinamento ambientale Analisi contesto

Analisi del contesto: l’impatto (positivo) ed il modo di capitalizzarlo

Un rischio va gestito, sia esso positivo che negativo! Non è solo una buona pratica, e l’analisi del contesto spiega i perché e i come.

Torno dopo una settimana sull’analisi del contesto con un nuovo articolo che trovate a questo linkSi parla di Bifrangi, una famosa ed importante azienda vicentina che si occupa di stampaggio a caldo. Da sito internet risulta certificata ISO 9001:2008, ISO 14001:2004, TS16949 ed era stata accusata qualche anno fa di aver violato il TU ambientale (leggere l’articolo per maggiori dettagli).

Capiamoci, “violare il TU Ambientale” vuol dire tutto e niente: va dal causare un disastro ambientale vero e proprio (es. PFAS) al chiamare uno smaltitore che usa un mezzo che è stato autorizzato fino ad ieri ma che oggi ha l’autorizzazione scaduta per dimenticanza. ma nella mente del lettore dire che si violano le leggi ambientali spesso significa pensare a chissà quali nefandezze compiute da imprenditori senza scrupoli e senza cuore.

Immaginate ora quale può essere l’impatto sul mercato: magari il cliente Bifrangi è anche lui certificato ambientale, magari ha fatto un’analisi del proprio contesto di riferimento, magari ha ritenuto che è meglio non acquistare da Bifrangi per non alimentare un circolo vizioso, per non sporcarsi le mani. Le domande a questo punto sono:

  • Quali fette di mercato sono state compromesse?
  • Quali opportunità in termini di mercati, ma anche finanziari sono state tolte all’azienda?
  • In altri termini, quali danni ha avuto l’azienda?

Le conseguenze non sono sempre calcolabili, ma un’analisi del contesto fatta bene poteva e può preparare l’impresa ad affrontare anche questi rischi, tramutandoli in opportunità.

Ancora una volta, l’analisi del contesto e la valutazione dei rischi e delle opportunità sono la chiave per gestire le condizioni che possono creare rischi per l’organizzazione, oltre che predisporre dei piani di azione in grado di difenderla.

(A proposito, complimenti all’AD Francesco Biasion che ne è venuto fuori come un gioiello!)

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