Corte di Cassazione sicurezza

Mancata comunicazione RSPP agli enti di competenza – Un chiarimento

Un chiarimento sulla sentenza della corte di cassazione che imporrebbe la comunicazione obbligatoria del nominativo del RSPP agli enti competenti.

La sentenza 21053 del 11/09/2017 ha generato parecchio scalpore, perché sembra che si debba comunicare il nominativo del RSPP agli enti competenti. Il fatto è semplice, il ragazzo è morto e l’azienda viene chiamata a restituire i quattrini di sgravio fiscale che non ha mai pagato all’INPS perché avrebbe dovuto garantire quanto necessario per evitare l’incidente.

NON SI DEVE COMUNICARE IL NOMINATIVO RSPP AGLI ENTI COMPETENTI

O meglio, lo si doveva fare con la 626/94 ma la norma siffatta è stata abolita con l’avvento del D. Lgs. 81/08 richiedendo però nell’articolo 28 di inserire nel DVR il nominativo del RSPP che ha collaborato alla valutazione dei rischi.

Tra le pieghe della sentenza

Nel 2017 si leggono nella sentenza dei concetti che fanno molto pensare anche noi adesso. Lo stato dice “non hai comunicato il nominativo, è un inadempimento e va punito”. L’azienda dice “ho ritardato nella comunicazione, ma questo non aveva influenza ai fini della sicurezza di fatto. É un ritardo e va tollerato”.

Si tenga presente che nella sentenza non si parla di altri inadempimenti, sembra che la mancata comunicazione sia l’unico che pesa. A mio modo di vedere, con gli elementi che ho sarei stato più per l’azienda.

Nessuno ha certezze in mano

Si sa, la legge va interpretata e per questo ci sono fior di professionisti che hanno maggiori capacità dello scrivente, che se hanno osservazioni da fare possono tranquillamente farle quie provvederò in prima persona a inserire le modifiche necessarie a questo post. Ma ricordiamoci bene la lezione data da questa sentenza: “La legge non ammette ignoranza, e va presa alla lettera“.

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